Si è appena conclusa la kermesse di Pitti Uomo 93 ,quattro giorni per scoprire le novità sull’autunno inverno 2018-2019.
Su una superficie espositiva di 60000 mq viene radunato gran parte del mondo fashion.
Ma dire Pitti è dire fiera ed io in Pitti Uomo vedo da un lato la fiera delle vanità dove uomini e donne, abbagliati nei modi più inusuali ed eccentrici, si accomodano su uno scomodo muretto o passeggiano sul fastidioso ghiaino del piazzale, o stanno fermi davanti all’ entrata del Padiglione centrale ,in attesa di strappare qualche scatto all’ orda di fotografi che si aggirano alla ricerca del look più nuovo ,o vecchio ma rivisitato e reinterpretato.
Dall’altro vedo i mercanti in fiera ,1230 espositori ,ognuno con il proprio prodotto ,ognuno con il proprio stand allestito alla perfezione e tutti pronti a fidelizzare vecchi e nuovi compratori.
Per non parlare poi dei giornalisti con le solite domande in attesa di ricevere risposte diverse.
Per me Pitti non è solo fiera per me Pitti è una sorta di scuola dove oltre ad incontrare vecchi amici, imparo strategie, conosco nuovi brand, mi confronto con le aziende, parlo di stile con uomini che hanno fatto dello stile il proprio stile di vita.Pitti è un arricchimento sia a livello professionale che umano.
Tanti anche quest’anno gli episodi che mi hanno toccato il cuore, meravigliato gli occhi e aperto la mia mente già molto dilatata.
Che dire di più? Ci rivediamo tutti a giugno per una nuova edizione,nel frattempo buon lavoro.
Madame Madeline